Quel 27 marzo 1993 è una data che nessun tifoso può dimenticare. Il cielo di Wembley si colorò di grigiorosso per un’impresa che rappresenta il momento più alto della ultracentenaria storia della US Cremonese e coincidenza vuole che avvenne tre giorni dopo il novantesimo compleanno del club.

Una Coppa alzata al cielo, che per coloro che oggi hanno qualche capello bianco ha un significato particolare, perché nel bene e nel male ha segnato la fine del ‘calcio romantico’, che da quel momento in poi si è trasformato in qualcosa di asettico, allontanando molte persone da questo sport.

Era la Cremo del Presidentissimo  Luzzara, di mister Simoni e poi  Maspero, Tentoni, Gualco, Florjancic, Dezotti e la saracinesca Turci tanto per citarne alcuni. 

 A 32 anni di distanza, nel cassetto di ogni tifoso, c’è un’immagine sbiadita dal tempo, ma viva nel cuore di coloro che hanno sposato questi colori, sia per tradizione familiare, sia per il fascino che la maglia grigiorossa, nella sua unicità, riesce a regalare.

Sabato riprende il campionato; la Cremonese arriva da due vittorie consecutive e il tecnico Stroppa ha caricato i suoi. Senza troppi giri di parole ha affermato che la squadra proverà a vincerle tutte e poi, alla fine, si vedrà.

Il tecnico punta dritto ai playoff e crede nelle potenzialità del gruppo, che dopo Carrara ha cambiato mentalità e sembra pronto a stupire tutti.

Il Cittadella è un avversario in difficoltà che nella partita di andata ha fermato i grigiorossi sul pareggio, e non sarà facile affrontare una squadra che deve ancora conquistare la permanenza in B.

Oggi è prevista la conferenza stampa di Jari Vandeputte e poi, da venerdì, sarà vigilia, con la Coppa di Wembley a fare da cornice e la voglia di dimostrare che la Cremonese non ha mollato e vuole lottare fino alla fine.

Dai Cremo

Sezione: Editoriale / Data: Gio 27 marzo 2025 alle 11:10
Autore: Federico Bresciani
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