Dopo la vittoria di Palermo, l’entusiasmo era alle stelle e il terzo posto sembrava un traguardo davvero alla portata. Per la prima volta in stagione, c’era l’opportunità di infilare tre vittorie consecutive, un segnale di crescita e maturità. E invece, ancora una volta, la squadra ha mancato l’appuntamento con il definitivo salto di qualità.

Giovanni Stroppa continua a sottolineare le «prestazioni eccezionali», e in parte ha ragione: la Cremonese spesso gioca bene, crea tanto e dà la sensazione di essere una delle squadre migliori della categoria. Tuttavia, è altrettanto nostro compito analizzare gli aspetti su cui si poteva e si doveva fare meglio. Gli errori sui gol incassati sono evidenti e non si possono sempre liquidare come semplici episodi sfortunati. Il primo gol subito è arrivato con la difesa schierata, segno di una concentrazione non sempre ottimale.

Anche in fase offensiva c’è qualcosa da recriminare: il gol clamoroso sbagliato da Azzi da pochi centimetri è l’emblema di una squadra che fatica a essere cinica nei momenti chiave. Se si incassano così tante reti e si sprecano occasioni d’oro, diventa complicato raggiungere gli obiettivi prefissati. Non si può sempre contare sulla rimonta: ci sono partite che vanno condotte con maggiore lucidità sin dall’inizio, soprattutto se l’obiettivo è la promozione in Serie A con il miglior piazzamento playoff possibile.

Ora serve una reazione concreta. Il tempo per correggere gli errori c’è, ma bisogna dimostrare con i fatti che questa Cremonese può davvero ambire in alto.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 31 marzo 2025 alle 09:00
Autore: Stefano Bentivogli / Twitter: @sbentivogli10
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