A leggere i commenti dopo Palermo, viene da dire che il detto ‘non c’è medicina migliore della vittoria’ calza a pennello.

Giovanni è un tecnico che divide, spesso finito nel mirino della critica per il suo ‘oltranzismo’, che a detta di molti non valorizzava il materiale a disposizione, anzi, lo faceva rendere al ribasso.

Nella fase 1, quella dell’addio, era evidente che il mister non era riuscito a cementare il gruppo e quando se n’è andato, molti hanno creduto che fosse la scelta giusta per risollevare le sorti di una squadra che all’inizio della stagione, era data tra le favorite per la promozione diretta.

Corini e poi il ritorno, in punta di piedi, con i mugugni da minestra riscaldata, che non aveva convinto la maggior parte dei tifosi.

Stroppa si è rimesso seduto in panchina e ha provato a cambiare volto alla squadra, scommettendo sul rilancio di calciatori come Vandeputte e Johnsen.

Quando a Carrara ha tirato fuori tutta la sua rabbia per l’atteggiamento della squadra in campo, ha dimostrato che oltre al contratto che lo lega alla Cremonese, ci tiene a chiudere in bellezza questa stagione.

I calciatori evidentemente hanno raccolto lo sfogo del loro comandante e hanno messo in campo tutta la determinazione e la voglia che in molte occasioni erano mancate, condizionando fortemente il rendimento in campionato. Ora però il passato è passato, il presente dice che la Cremonese è viva e sta inseguendo il 3° posto dello Spezia. Tecnico, squadra e tifosi hanno ritrovato lo spirito e la volontà di marciare uniti fino alla fine di questa avventura.

Ci sono otto battaglie dove tutto è ancora possibile e poi un playoff che se ci si arriva con la mentalità giusta, non è detto che alla fine della corsa non possa portare al tanto agognato lieto fine.

Dai Cremo.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 18 marzo 2025 alle 11:00
Autore: Federico Bresciani
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